Presentazione alla Camera di Commercio del  Rapporto annuale Excelsior. Realizzato da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro, il rapporto contiene i principali risultati dell’indagine sui fabbisogni occupazionali in ambito nazionale, regionale e provinciale. Si basa su circa 100.000 interviste che vengono fatte alle imprese del settore privato per rilevare in modo analitico il fabbisogno per l’anno in corso.

Dall’analisi fatta da Unioncamere e Camera di Commercio di Parma, emergono alcune importanti indicazioni che sono state illustrate questa mattina presso la sede camerale.

Le principali novità emerse sono le seguenti:

il saldo occupazionale, dopo quattro anni di segno negativo, torna positivo: è previsto un saldo fra assunzioni e dimissioni di 650 unità in più: un’inversione di tendenza importante. Le assunzioni programmate saranno 7.420, in sensibile aumento rispetto alle 6.510 previste lo scorso anno.

Nel dettaglio, aumenta la richiesta di lavoratori non stagionali: saranno 5.820, cioè 700 in più rispetto all’anno scorso. Aumenta anche la domanda di lavoratori stagionali: da 1.390 a 1.600. Il tasso di entrata supera quello delle uscite. Complessivamente verranno assunte 110 persone ogni 100 in uscita. Il 21,0% delle imprese prevede di assumere personale (era il 18,8% nel 2015).

L’aumento della base occupazionale è maggiore nelle imprese da 15 a 49 dipendenti (assumeranno dal 29,4% al 34,7% di esse, ovvero +5,3%). Maggiori sono le assunzioni nelle imprese che investono nell’export e nell’innovazione. Sono esclusi, ovviamente, quei settori che erogano i servizi alle persone e le public utilities, che mostrano comunque una buona propensione ad assumere.

Cresce lievemente la domanda di diplomati (dal 37,0% al 37,8%) e più sensibilmente quella delle qualifiche professionali (dal 16,9% al 20,1%), mentre cala quella dei laureati (dal 16,1% al 13,8%). Risulta in crescita (+630 unità) la domanda di personale munito di qualifica di formazione professionale o diploma professionale: saranno 1.490 unità, di cui i più ricercati sono nel settore benessere (350) agroalimentare (340), ristorazione (270), industria meccanica (240). Cala la domanda di dirigenti e professioni specialistiche ma anche di operai specializzati; stabile quella di impiegati e professioni tecniche, commerciali e servizi; cresce infine quella di conduttori di impianti e addetti a macchinari.

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